Cuffie, a ogni orecchio la sua

Come si fa a dire qual è la cuffia migliore? Non è possibile esprimere preferenze per un accessorio così personale e soggettivo, proprio perché a ognuno calza meglio quel tipo piuttosto che un altro, come un paio di occhiali, come la borsa o le scarpe. Possono esserci, certo, delle cuffie migliori di altre, come le cordless Bluetooth, più o meno compatibili con smartphone e altri dispositivi, ma entrare nel merito di una scelta personale rischia di mandarci fuori strada e di dare consigli non validi per tutti. Non esiste la cuffia, esistono le cuffie. E queste possono essere suddivise in tre macro-categorie: cuffie ‘in ear’, ‘on ear’ e ‘over ear’ dove ‘ear’, per chi non mastica l’inglese, sta per orecchio. Procediamo, quindi, a capire meglio in cosa consiste questa classificazione, rimandando per una conoscenza più dettagliata sul mercato delle cuffie al portale tematico www.migliorecuffia.it.

Inizialmente utilizzate quasi esclusivamente da una nicchia di concertisti per uso professionale, oggi le cuffie ‘in ear’ hanno un impiego più massivo e sono fra le più usate in assoluto, di pari passo con la diffusione e lo sviluppo tecnologico di smartphone e tablet. Nelle cuffie ‘in ear’ gli auricolari vengono inseriti nel canale uditivo dell’orecchio da cui si diparte la conversione del segnale elettrico in audio, senza bisogno di ulteriori sostegni a supporto. La dimensione del driver è ridotta, mai sopra i 10 mm in questo tipo di cuffie, portabili anche in borsa per il loro minimo ingombro, caratteristica che fa di questo modello il più gettonato fra viaggiatori e pendolari.

Se hanno un difetto è quello di una riproduzione dell’audio inferiore a quella delle altre cuffie. Note anche come cuffie sovraurali, quelle ‘on ear’ si indossano avvolgendo testa e orecchie nella totalità per le loro dimensioni non proprio ridottissime, una via di mezzo diciamo. In genere montano grossi driver di almeno 30/40 mm. Infine, le cuffie ‘over ear’ sono le più grandi, formate da grossi padiglioni che fagocitano le orecchie dell’utente. Sono le più ingombranti ma, paradossalmente, le più confortevoli anche dopo averle tenute per ore e assicurano il massimo isolamento dai suoni di fuori.